
I tumori del testicolo sono originati da cellule germinali (quelle che danno origine agli spermatozoi) non ancora specializzate.
Sono costituiti per metà dai cosiddetti seminomi, caratterizzati dalla
trasfomazione maligna delle cellule germinali e per l’altra metà dai
non seminomi, che a loro volta, includono quattro diversi tipi di tumore (i
carcinomi embrionali, i coriocarcinomi, i teratomi e i tumori del sacco vitellino,
quella parte associata all'embrione che contiene materiale di riserva per
il suo nutrimento).
La prognosi ed il trattamento terapeutico sono ovviamente diversi a seconda
del tipo di tumore.
INCIDENZAI tumori del testicolo sono relativamente rari: circa l'1%
del totale e il 3-10% di quelli che colpiscono l'apparato urogenitale maschile.
Sono colpiti da neoplasie diverse dai seminomi quasi esclusivamente i giovani,
e dai seminomi anche gli anziani.
La Rete di sorveglianza epidemiologica degli Stati Uniti riferisce un aumento
della frequenza di tumore testicolare di circa il 45%, negli ultimi 30 anni,
ma anche una diminuzione della mortalità del 70%, grazie ai progressi
raggiunti nelle terapie di questo tumore: nel 1970 il 90% dei pazienti con
cancro testicolare moriva, mentre dagli anni novanta, grazie all'introduzione
di nuovi farmaci, la situazione si è invertita, e oggi il 90%
degli uomini con cancro diffuso possono essere curati.
SINTOMISono tipici del primo stadio di tumore, una tumefazione
del testicolo, un nodulo, un aumento di volume, ma anche un rimpicciolimento,
un gonfiore o un senso di pesantezza.
È molto importante quindi che gli uomini eseguano l'autoesame
del testicolo (così come le donne fanno l'autoesame del seno), palpando l'organo
di tanto in tanto per scoprire in tempo eventuali anomalie.
Anche la comparsa improvvisa di un dolore acuto al testicolo può essere
un segnale di esordio della malattia.
È molto importante che i genitori facciano controllare i bambini dal pediatra di fiducia, poichè una correzione dell'eventuale discesa incompleta del testicolo entro il primo anno di vita riduce il rischio di cancro e facilita la diagnosi precoce del tumore.
CAUSEAnche per il cancro al testicolo le cause restano sconosciute,
anche se diversi fattori di rischio sembrano favorirlo.
I soggetti che presentano la ritenzione del testicolo (sviluppo incompleto
del testicolo e mancata o parziale discesa dello stesso dalla cavità addominale
o dall’inguine allo scroto) sono esposti ad un rischio particolarmente
elevato (fino a 40 volte rispetto alla popolazione generale) di essere colpiti
da un tumore maligno al testicolo.
Le probabilità si riducono se l'anomalia viene corretta chirurgicamente
prima dei sei anni di età.
La sindrome di Klinefelter, un difetto dei cromosomi, rappresenta un altro
importante fattore di rischio.
Infine, gli uomini che hanno avuto un tumore al testicolo, hanno dal
2 al 5% di probabilità di sviluppare lo stesso tumore nell'altro
testicolo, nei 25 anni successivi alla prima diagnosi.
PREVENZIONE
E DIAGNOSI PRECOCECome già detto è molto importante acquisire l’abitudine
all’autopalpazione dei testicoli che permette di apprezzare modifiche
dell’anatomia o della forma dello scroto.
Sia gli adulti che i ragazzi dovrebbero conoscere i loro testicoli (forma
e dimensione) ed esaminandoli una volta al mese, dovrebbero essere in grado
di rilevare eventuali cambiamenti o noduli che dovrebbero essere immediatamente
riferiti al medico consentendo una eventuale diagnosi precoce.
Come praticare l’autopalpazione dei testicoli:
dopo un bagno caldo (in modo che il sacco scrotale sia rilassato) esaminare
ogni testicolo facendolo ruotare tra pollice ed indice. Considerato che
l’unica
occasione per i ragazzi di essere sottoposti ad un esame dei testicoli era
la visita militare per la leva obbligatoria, oggi abolita, si capisce quanto
sia importante insegnar loro questa manovra.
Un medico con una certa esperienza (es. l’urologo) può fare una
prima diagnosi di carcinoma al testicolo con la sola palpazione. Successivamente,
la diagnosi del tumore viene effettuata tramite una ecografia
dello scroto e il dosaggio di alcuni marcatori (sostanze presenti nel sangue prodotte dalle
cellule tumorali o indotte dalla presenza del tumore).
In caso di conferma sarà necessario asportare il testicolo
per esaminare il tumore nella sua estensione locale e sottoporre il paziente
a ulteriori
accertamenti (Tac, risonanza, ecografie, radiografie) per verificare se le
cellule tumorali si sono diffuse ad altre parti dell'organismo (metastasi).
In base a ciò potrà essere accertato lo stadio del tumore
da cui dipendono, generalmente, il genere e la scelta del trattamento
più indicato.
TERAPIALe probabilità di guarigione da un tumore del testicolo sono davvero molto elevate, grazie ai progressi degli ultimi anni: oggi 9 casi di tumore del testicolo su 10 si curano con successo.
Quando il tumore è diagnosticato in fase iniziale e solo il testicolo risulta colpito, la chirurgia con o senza radioterapia è la prima scelta. Nelle forme più avanzate, invece, è necessario ricorrere alla chemioterapia considerando che questo tipo di tumore è molto sensibile agli effetti dei farmaci, con cui si ottengono quindi ottimi risultati. Con i farmaci si raggiungono percentuali di guarigione del 60-70% dei casi di malattia già diffusa, a cui va aggiunto un 10-20% di pazienti guariti definitivamente dopo l'asportazione di tumori precedentemente rimpiccioliti con la chemioterapia. In ogni caso, è comunque, sempre necessario farsi controllare fino a molti anni dopo la cura.
In pratica: