Secondo dati ormai noti, ogni anno in Italia muoiono di cancro 157.000 persone. La mortalità potrebbe diminuire addirittura del 40% se la popolazione smettesse di fumare, si alimentasse in modo corretto e si sottoponesse con regolarità a visite ed esami di diagnosi precoce.
Proprio per questo motivo, risulta di primaria importanza l’attività di prevenzione oncologica, che pur non eliminando il problema, ne potrebbe ridurrebbe notevolmente l’incidenza.
L’attività di PREVENZIONE comprende tutti gli interventi che
consentono di allontanare le cause di insorgenza della malattia.
Si può parlare di due diverse modalità di prevenzione:
La DIAGNOSI PRECOCE è solo una delle modalità di prevenzione oncologica, e consiste nel cogliere la malattia nella fase iniziale del suo sviluppo, aumentando così le possibilità di cura e guarigione attraverso interventi tempestivi.
LA PROMOZIONE DI STILI DI VITA SALUTARI
Altrettanto importante risulta un’altra attività, di tipo più educativo e informativo, vale a dire la promozione di stili di vita salutari.
Negli ultimi anni, numerose ricerche hanno sottolineato e confermato la relazione tra stili di vita e cancro. È ormai noto che un particolare tipo di alimentazione, l’abuso di alcol, il tabagismo, la mancanza di attività fisica, ecc… favoriscono l’insorgere di patologie oncologiche.
Nell’ambito della conferenza “Stili di vita salutari” (tenutasi a Milano nel mese di settembre 2003), l’allora Ministro Sirchia ha addirittura evidenziato che “gli stili di vita non corretti comportano al servizio sanitario e alla nazione, come giornate perdute, circa 60 miliardi di euro all’anno in carico finanziario”, oltre ad essere responsabili di quasi il 50% delle malattie negli uomini e del 25% nelle donne nei paesi europei più sviluppati. È chiaro quindi, che l’adozione di stili di vita salutari porterebbe a grandi benefici sociali e sanitari, oltre che economici.
Tra gli stili di vita, oltre alla lotta contro il tabagismo, è di fondamentale importanza l’educazione ad una corretta alimentazione.
Da una ricerca del Cirm (2003) emerge come gli italiani, sebbene
a conoscenza di alcune linee guida di corretta alimentazione, solo in pochi
casi le mettono in pratica.
Per il 50% degli italiani la prevenzione si limita a controlli medici regolari
e solo per il 44,5% comprende più in generale l’adozione di corretti
stili di vita.
Dall’analisi di questi e ulteriori dati statistici, diventa quindi di primaria importanza l’obiettivo che ci si propone di raggiungere l’associazione: l’attuazione di “percorsi” di prevenzione oncologica che coinvolgano più sfere comportamentali: