| Quanti aceti per una sola Italia? C’è quello di miele, di mele, di ribes e di birra. Anche quello di riso. Primi fra tutti, quello di vino e il Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia. Nonostante spesso l’aceto di vino sia sempre meno diffuso sulle nostre tavole, rappresenta una porzione di tradizioni enogastronomiche italiane autentiche. Fatto in casa nelle famiglie contadine, l’aceto un tempo era prodotto con il vino rimasto troppo a lungo aperto, e quindi di scarto, aggiunto ad una madre acetica che si conservava nel tempo. Oggi l’aceto si fa con ottime uve ed è spesso considerato un prodotto di culto, e non più un semplice condimento. Cesare Giaccone e suo figlio Oscar, lo sanno bene: l’aceto lo producono con monovinacce di Barolo, di Moscato, di Arneis, di Nebbiolo e di Barbera delle Langhe. Molte sono le aziende italiane che si sono concentrate nella produzione di aceto, dalla Az. Agr. Czarnocki Lucheschi , autrice del Sopraffino degli Estensi, all’ Az. Vinicola Manetti autrice dell’Agresto di Vin Santo. La nostra cultura enogastronomica, anche se spesso in pochi se ne ricordano, è fatta anche di aceto: quello delle sarde in saor, del capitonedelle Valli di Comacchio, della scapece Gallipolina, e della caponata. Senza scordare le scaglie di Grana Padano con gocce di aceto balsamico tradizionale. E a voi l'aceto piace? Quale preferite e quali sono i piatti che cucinate, utilizzandolo? | |
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