Dieta e tumori
ATTIVITA’ CHEMIOPREVENTIVE DELLE CRUCIFERE
Molti studi epidemiologici riportano un’associazione inversa tra consumo di crucifere ( una famiglia di vegetali che include i broccoli, i cavolini di Bruxelles, il cavolo ed altre radici più esotiche come il wasabi ed il rafano) e rischio di sviluppare cancro in vari distretti dell’organismo. È importante sottolineare che questa associazione è statisticamente più rilevante di quella, più generale, con frutta e verdura.
In particolare, vari studi hanno dimostrato associazioni inverse tra consumo di crucifere e tumori a carico di polmone, pancreas, vescica, prostata, tiroide, pelle, stomaco e colon. Come conseguenza di questi studi, fin dal 1982 il National Institute of Health ha promulgato una serie di linee guida per l’aumento del consumo dietetico di crucifere da parte della popolazione.
Oltre a vari composti bioattivi, le crucifere contengono un gruppo di metaboliti secondari chiamati glucosinolati, che possono giocare un ruolo rilevante in chemoprevenzione. Gli altri componenti bioattivi delle crucifere sono flavonoidi (quercetina), minerali (selenio), cisteina e suoi derivati solforati. Le strutture chimiche dei glucosinolati sono simili in tutte le piante che li contengono e consistono in una struttura base di un gruppo -D-tioglucosio, un gruppo sulfonato ed una catena laterale derivata dab metionina, fenilalanina, triptofano e aminoacidi ramificati. Ne sono stati identificati ad oggi più di 120, ma non ne è stato identificato alcun ruolo metabolico nelle piante. Teleologicamente, è possible che il forte odore ed il sapore dei glucosinolati rivesta importanza in un loro ruolo come difesa contro erbivori e microbi.
Articolo tratto dal sito del : Centro Studi dell'Alimentazione/Nutrition Foundation of Italy (NFI)
Inserito il 31/12/06