Dieta e tumori
CRUCIFERE E CHEMIOPREVENZIONE
Si stima che circa un terzo delle morti per tumore sia in qualche modo correlata con la dieta e le abitudini alimentari, anche se tali calcoli sono difficili da effettuare a causa della presenza di numerosi fattori confondenti.
È possibile che la mancanza di un apporto adeguato di fattori anticarcinogenici (oligonutrienti come vitamine, minerali quali il selenio e isotiocianati) possa contribuire ad aumentare la probabilità di sviluppare tumori indotta dai carcinogeni dietetici (es. amine eterocicliche e aflatossine, spesso presenti nei cibi cotti alla brace [le prime] o di coltivazione biologica [le seconde]). Questa ipotesi è sostenuta anche dalle numerose osservazioni epidemiologiche che dimostrano una riduzione dell’incidenza di tumori a seguito di diete ricche in frutta e verdura. Il principale effetto chemopreventivo di tali diete potrebbe non essere solo associato alla limitazione del consumo di grasso o all’aumentato apporto di fibre, ma potrebbe anche essere conseguenza dell’assunzione di componenti non-nutritivi quali licopene, isotiocianati, isoflavoni, polifenoli ed altri.
Articolo tratto dal sito del : Centro Studi dell'Alimentazione/Nutrition Foundation of Italy (NFI)
Inserito il 31/12/06